Storie di Ordinaria Sanità: La miopia delle società assicurative

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N.9 SETTEMBRE 1998
 
Storie di Ordinaria Sanità
La miopia delle società assicurative

Leopoldo D. è un ragazzino di otto anni che ha sofferto di asma dall'età di 6 mesi. Prima di approdare all'omeopatia e alla medicina cinese, questo ragazzino è passato per anni attraverso le cure di molti medici e molte strutture ospedaliere. Senza risultati. Con le terapie non convenzionali, dopo quasi otto anni, ha finalmente risolto.
La compagnia di assicurazione, che in tutti questi anni ha rimborsato le spese mediche, ha dichiarato che le medicine non convenzionali non sono contemplate fra quelle comprese nel loro tariffario. La madre ha scritto alla società di assicurazione la lettera che pubblichiamo qui di seguito.
Certamente non si tratta di un caso isolato. È noto che moltissime persone hanno risolto con l'omeopatia, l'agopuntura e con altre metodiche non convenzionali malattie che la medicina ufficiale non era riuscita a curare. Moltissime altre potrebbero fare altrettanto se potessero averle gratuitamente.
Viene dunque da chiedersi come mai le società assicurative, che sono compagnie la cui politica aziendale è certamente orientata a trarre il massimo dei profitti dalla propria attività, escludono il rimborso di terapie che ottenendo una rapida guarigione invece che anni di cure inutili, consentirebbero un enorme risparmio sui rimborsi di spese mediche. È possibile che si tratti di ignoranza? È possibile che la guerra dichiarata dal sistema farmaceutico alle medicine non convenzionali influenzi le loro decisioni? Comunque stiano le cose, siamo sempre noi a farne le spese, con tutto il sistema orientato a imporci una medicina che in massa continuiamo a subire.
O.B.
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Roma, 18 dicembre 1996
Egregi Signori,
come da intercorsi colloqui telefonici, Vi invio le fatture relative alle visite omeopatiche e massaggi tradizionali cinesi per la cura dell’asma di mio figlio Leopoldo. Premetto che io stessa appartengo, essendo biologa, alla cosiddetta “medicina tradizionale” e Vi garantisco che il mio atteggiamento è sempre stato di puro scetticismo rispetto alla “medicina alternativa”. Vi sono ricorsa, sono sincera, come ultima spiaggia, stanca dei ricoveri ospedalieri, di imbottire il bambino di cortisone (dall’età di 6 mesi) e di professori universitari che richiedevano £ 300.000 di parcella ogni volta. Visto che il bambino ha tratto notevole giovamento da questa terapia e non ha più avuto attacchi di asma da quando l’ha iniziata se posso permettermi, chiederei di rivedere le voci contemplate nel tariffario e di considerare alla luce di quanto sopra esposto, anche questo tipo di medicina, senz’altro efficace. Alla fine di questa lunga premessa chiedo formalmente se in qualche modo l’assicurazione può contribuire alle spese che sostengo per la salute di mio figlio.
Sono certa che riuscirete a venirmi incontro. Il vantaggio è sicuramente ambivalente, da parte mia, per ovvi motivi, e da parte vostra perché, a conti fatti, costano molto di più i ricoveri in clinica privata e le visite specialistiche che non le visite omeopatiche e i massaggi cinesi.
Distinti saluti

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