Relazione del gruppo di lavoro “Omeopatia”

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 2 Settembre 1992

Relazione del gruppo di lavoro "Omeopatia"

Riportiamo la relazione presentata dal gruppo di lavoro sull'Omeopatia della sezione di Nettuno all'Assemblea Generale dell'Associazione del 31.3.92. In essa vengono esposte le motivazioni che hanno spinto il gruppo a costituirsi e gli obiettivi che si è dato dopo una serie di incontri e dibattiti.
Il ritmo di vita a cui ci sottoponiamo, la dispersione, l'affanno quotidiano ci conducono ad un totale svuotamento, alla passività rispetto a qualsiasi relazione tra noi e l'esterno. L'opportunità di porre uno stop a tutto questo può venire proprio dalla "costrizione" derivante dall'impegnarsi con altre persone a riappropriarsi di qualcosa di interesse comune come può essere ad esempio la tecnica terapeutica utilizzata. E' nato così un gruppo costituito da un nucleo di persone che si curano con l'omeopatia, spinte dall'esigenza di acquisire maggiori conoscenze sulla tecnica terapeutica che hanno scelto per curarsi. Lo stimolo iniziale è stato proprio la curiosità, l'esigenza di affrontare alcuni concetti, di partecipare più in prima persona alla gestione della propria salute. E' evidente inoltre che il gruppo comunque esalta le potenzialità di lavoro del singolo.
Il primo problema che come gruppo di studio ci siamo trovati ad affrontare è stato la ricerca di fonti di informazione e la valutazione dell'informazione reperibile.
Ora pur essendo vero che sono sempre più frequenti gli articoli sull'argomento, sia su riviste mediche specialistiche che su normali settimanali e quotidiani, è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi essi hanno un taglio giornalistico particolare, si tratta in realtà di articoli doppi. Ossia si procede per "processo", per cui esiste il grande imputato (omeopatia) e si ascoltano le voci della difesa (medico omeopatico legato a questa o quella casa farmaceutica che ha sponsorizzato l'articolo) e dell'accusa (il luminare della Scienza incapace di vedere al di là del proprio naso in quanto prigioniero dei dogmi della scienza deterministica). Ovviamente non ci sembra questo il modo corretto di fare informazione, generalmente ci sentiamo di poter dire che l'informazione è sempre incompleta, finalizzata, priva di continuità, per cui ad ondate periodiche di articoli sull'argomento che in quel momento può far comodo sollevare, fa seguito il nulla, lasciando il lettore con un'informazione parziale, frammentaria e quindi inutile. Se l'informazione sui giornali non è corretta o comunque non è sufficiente, perché allora non abbiamo scelto di partecipare ad un corso già organizzato da qualche casa farmaceutica, o da qualche professore universitario? Perché crediamo che le finalità di un corso organizzato da una casa farmaceutica o da un professore universitario siano certamente diverse da quelle che spingono un gruppo di pazienti ad interessarsi in maniera più approfondita dell'omeopatia.
L'omeopatia proprio per come è strutturata, per i principi su cui si fonda, si presta meglio di altre tecniche ad una partecipazione da protagonista e non solo da "paziente" da parte di chi la utilizza. Concetti come quello per cui secondo l'omeopatia la malattia non è mai accidentale o non è solo la conseguenza di un attacco da parte di un agente esterno all'organismo, ma una certa e progressiva costruzione nella quale intervengono sia fattori esterni ma anche e soprattutto elementi interni all'individuo, anche ereditati dalle generazioni precedenti, atteggiamenti scorretti che si vanno ad accumulare nel corso della propria esistenza.
Tutto questo ci ha portato a comprendere come la volontà individua­le, l'osservazione di se stessi il cambiamento di alcuni comportamenti siano indispensabili nel ricondurre la persona verso l'equilibrio. Quindi riteniamo che il problema della nostra salute non si possa demandare né solo al medico né solo ai farmaci, ma è la persona stessa che può e deve farsene carico, in questa ottica l'omeopatia pur non essendo la soluzione assoluta sarà certamente un ottimo aiuto ed un valido strumento d'azione.
Partendo da queste curiosità e questi stimoli si sono organizzati degli incontri settimanali, nei quali a turno un appartenente al gruppo illustrava un argomento omeopatico. Tali argomenti sono stati studiati su alcune dispense tratte da incontri-dibattito tenuti dall'Istituto Paracelso. Queste dispense necessitano di ampliamenti e chiarificazioni. Dopo questa prima fase di lavoro è intenzione creare delle nuove dispense ampliando e sistematizzando quelle usate. Questo porterebbe a produrre del materiale di lettura che avrebbe il vantaggio di essere, anche se incompleto, sicuramente utile a chi, avvicinandosi alla medicina omeo­patica, cerchi soddisfazione ai propri dubbi e curiosità, inoltre la lettura sarebbe facilitata dal fatto che gli autori, passati per lo stesso tipo di problematica, hanno cercato risposte meno tecniche, ma sicuramente più rispondenti alla curiosità del paziente. Inoltre la ricerca di risposte porterà alla ricerca e consultazione di libri ed è nostro intendimento raccogliere questi libri in una biblioteca che sia a disposizione dei soci.
Riteniamo che il lavoro che ci siamo prefissati, oltre che soddisfare le esigenze dei singoli, ben si inquadri in una ricerca più ampia che è la "definizione della salute", in quanto impegnarsi ad ampliare le proprie conoscenze sulle tecniche terapeutiche utilizzate, con l'intento anche di promuovere una più corretta informazione su di esse, e a definire uno stile di vita più consono alle nostre esigenze, è già una ricerca volta al proprio star bene e quindi un primo tassello nella definizione della parola salute.
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