Mobilitazione in difesa Dell’Omeopatia

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE N 7 DIC. 95
 
 
309.685 italiani hanno sottoscrìtto la petizione contro l'ultimo decreto legislativo
Mobilitazione in difesa Dell'Omeopatia
Pressioni sul Ministero della Sanità per abrogare il provvedimento
 
Si è conclusa con uno straordinario successo la raccolta di firme lanciata lo scorso ottobre dal "Comitato per la difesa dell'omeopatia italiana" e indirizzata al Ministero della Sanità perché provveda a modificare le norme restrittive e penalizzanti adottate contro l'omeopatia in Italia.
306.508 pazienti, 121 parlamentari e oltre 3000 tra medici e farmacisti hanno sottoscritto l'iniziativa: cifre record, se si pensa al brevissimo tempo a disposizione e all'assenza di una struttura organizzata, che ha lasciato soprattutto alle iniziative spontanee la responsabilità di portare avanti l'operazione.
L'adesione ha dimostrato quanto sia elevata fra il pubblico e fra gli opinion leaders la preoccupazione che la medicina omeopatica possa essere snaturata o venga addirittura minacciata nella sua esistenza, attaccata da provvedimenti ministeriali che ne limitino seriamente la potenzialità senza alcun ritorno in termini di maggiore sicurezza.
A partire dal primo intervento in materia fatto dal Ministero della Sanità italiano con una circolare del 1989, passando attraverso una direttiva CEE che non tiene in conto le peculiarità della medicina omeopatica, fino al recentissimo decreto legislativo n. 185 del 22/05/95, che ha interpretato la direttiva CEE nel modo più rigido, si è determinata una situazione che ha messo a repentaglio la disponibilità di moltissimi rimedi omeopatici, nonché la certezza di poter utilizzare prodotti correttamente preparati.
Il successo della petizione ha dimostrato che esiste una sensibilità diffusa a livello di massa nei confronti di una medicina che, senza riconoscimenti ufficiali e senza alcun sostegno da parte governativa, è riuscita tuttavia ad imporsi in forza soltanto della sua efficacia terapeutica.
Nessun stupore dunque per una mobilitazione popolare di tale rilievo. L'Istituto Paracelso e l'Associazione Archivio Salute, partecipando attiva­mente e in modo coordinato nel promuovere la raccolta di firme, hanno potuto verificare direttamente la vastità del consenso che si è creato intorno al loro invito a partecipare a questa iniziativa, migliaia di pazienti sono accorsi a firmare, e in molti casi si sono prestati a farsi a loro volta promotori dell'iniziativa. Dopo aver raccolto un altissimo numero di firme, l'Istituto Paracelso e Archivio Salute continuano a rilevare il rammarico dei tantissimi altri che non hanno saputo della petizione in tempo utile per firmare.
Ancora non si sa se la petizione verrà accolta o meno dal Ministero della Sanità. Comunque si concluda questa fase del travagliato iter legislativo dell'omeopatia, i medici omeopatici devono decidersi a prendere atto che è necessario effettuare una vigilanza rigorosa e costante per evitare che la regolamentazione dell'omeopatia si trasformi nella sua condanna a morte. È sicuramente un dovere di tutti coloro che studiano e praticano la medicina omeopatica farsi garanti di questo nei confronti di un pubblico che ha dato una grande testimonianza della propria volontà di essere presente e attivo in questa battaglia.
"Pur se importante, – ha dichiarato, riferendosi alla petizione, il Dott. Aldo Liguori, direttore sanitario del Centro Clinico Paracelso – non crediamo che questa iniziativa sia sufficiente ad affrontare la complessità della problematica in questione. Crediamo invece che sia indispensabile continuare il lavoro complessivo attento a ogni singolo aspetto che da sempre stiamo affrontando per affermare definitivamente le medicine non convenzionali."
Tratto da: "Medicine Non Convenzionali, Novità e Prospettive", su gentile concessione delle Edizioni Paracelso.
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