Il Qigong “l’arte di nutrire la vita”: I concetti di Qi, taiji, yin-yang, movimento e quiete, dantian.

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE- N.16 GIUGNO 2002

 
Il Qigongl’arte di nutrire la vita”
 
Dai corsi e dai seminari di Qigong
tenuti dalla dott.ssa Hu Lijuan
 
I concetti di Qi, taiji, yin-yang, movimento e quiete, dantian.
 
Un antico detto cinese recita: La vera ricchezza è un corpo in salute. “Già nel Neijing, uno dei più importanti testi cinesi di medicina tradizionale, che risale al 400 a.C., si parlava delle proprietà terapeutiche del Qigong. Vorrei che questa eredità del passato non fosse soltanto un patrimonio del popolo cinese, ma che possa essere utilizzata da tutta l’umanità. Spero di poter essere per voi una buona insegnante, ma non voglio comportarmi come un’insegnante, nel senso gerarchico del termine. Noi abbiamo una lunga strada da percorrere e dobbiamo studiare e lavorare insieme.” Così si è espressa la Dr. Hu Lijuan nel corso della sua attività didattica di corsi e seminari sul Qigong, attività da cui sono anche emerse spiegazioni illuminanti su molti termini e concetti cui si fa continuamente riferimento nella pratica. Riportiamo in questo articolo una sintesi di queste spiegazioni.
 
Il Qi – energia vitale
Quando pratichiamo il Qigong dobbiamo prendere coscienza del fatto che al nostro interno c’è il Qi, l’energia vitale che rappresenta il substrato di tutte le nostre manifestazioni vitali, il substrato della nostra esistenza.
                  Il simbolo del Qi
Il Qi è in ognuno di noi, non solo in chi pratica il Qigong, e anche se non lo percepiamo non vuol dire che non sia al nostro interno.
Qigong è la capacità di una persona di prendere coscienza della presenza del Qi al proprio interno, questa sua energia vitale che non sente, non vede, non percepisce, però esiste.
Qigong significa avere coscienza di poter attivare la propria energia vitale e di poterla attivare a proprio vantaggio. Qigong significa anche poter attivare le proprie capacità latenti. In un praticante di Qigong si riscontrano, oltre ad un aumento delle capacità intellettive, anche delle modificazioni nella percezione: una percezione superiore alla norma e comunque una percezione diversa dalla norma.
A livello terapeutico Qigong è la capacità di inviare l’energia vitale che è al nostro interno nelle parti malate dell’organismo per attivare un meccanismo riparatore oppure per riequilibrare una funzione che è squilibrata.

Come si dirige il Qi?
Utilizzando l’attività mentale e soprattutto due aspetti dell’attività mentale: il pensiero e la coscienza.
Il Qigong è l’uso cosciente e determinato del nostro pensiero. Il pensiero, tra tutte le facoltà mentali, è l’aspetto meno controllabile, a volte abbiamo la mente piena di pensieri, e per quanto ci sforziamo di eliminarli, non riusciamo a liberarcene.
Il Qigong utilizza questa facoltà mentale per i suoi fini, ci mette in grado di utilizzare il nostro pensiero per noi stessi, di non lasciarlo vagare, di non permettere che la nostra mente si affolli di pensieri.
Il secondo aspetto è la coscienza. Noi non abbiamo coscienza dell’interno del nostro corpo, possiamo avere coscienza dei nostri organi interni quando stiamo male, ad esempio ‘sentiamo’ il nostro stomaco se abbiamo mal di stomaco, “sentiamo” il cuore quando avvertiamo il battito cardiaco, ma in condizioni normali non siamo coscienti della loro presenza. Né abbiamo, ad esempio, coscienza della circolazione, che è un aspetto fondamentale del nostro organismo. All’interno del nostro corpo c’è una costante circolazione di sangue e di fluidi che è essenziale per la vita, il suo arresto determina la morte.
Al nostro interno tutto è circolazione, tutto è in continuo movimento, eppure noi in condizioni normali non ne abbiamo percezione. Così come non abbiamo coscienza degli organi vitali, che sono strutture materiali consistenti, alla stessa maniera non abbiamo coscienza e non percepiamo la nostra energia vitale, il Qi.
Quando il Qi si aggrega diventa materia, quando si dilata è energia e allo stato di energia noi non abbiamo normalmente la capacità di percepirlo. Quando il Qi non è aggregato, è anche flusso di informazione ed anche in questo stato noi non abbiamo la capacità di percepirlo.
Ma allo stato latente questa capacità esiste in ognuno di noi. Il Qigong ci permette di svilupparla fino a metterci in grado di percepire il nostro organismo e le sue sorprendenti innumerevoli funzioni.
Il Qi è il substrato di tutte le attività funzionali del nostro organismo ed è la manifestazione di tutto quello che c’è in natura. Il Qi non circola in maniera disordinata, ma segue delle regole; si muove secondo principi e leggi che sono identiche sia nell’universo che nel corpo umano.
In medicina cinese il corpo umano è un microcosmo, un piccolo universo nel macrocosmo, nel grande universo, perché il movimento, le leggi, le regole, i principi cui è sottoposto l’uomo sono gli stessi dell’intero cosmo.
Quando la mente è quieta, ferma, stabile e vuota, all’interno del corpo si percepiscono sensazioni come calore, formicolio, gonfiore, ecc. Nell’antica Cina, si identificava la manifestazione di queste percezioni con la presenza del Qi, dell’energia vitale. Osservando il movimento degli astri ed i loro movimenti specifici, ciclici, gli antichi cinesi compresero che anche l’universo era spinto dalla stessa energia, dal Qi. Avvicinarono quindi l’ordine dell’universo determinato dal Qi all’ordine del corpo umano. L’ordine esistente nell’universo – il movimento del sole, il susseguirsi delle stagioni, e così via, è dovuto all’intelligenza del Qi. L’intelligenza che è presente nell’universo e l’intelligenza che presiede al funzionamento del corpo umano sono entrambe dovute all’intelligenza del Qi.
Con il Qigong noi acquisiamo i mezzi per poter percepire l’energia vitale che circola all’interno del nostro corpo, e i mezzi per poterla dirigere a nostra volontà.
Secondo la medicina cinese ci sono una serie di ‘vie’ all’interno del corpo umano, che si chiamano ‘meridiani’, attraverso le quali circola l’energia vitale. Le ‘vie’ principali – i meridiani o canali – sono dodici e all’interno di queste scorre un flusso di Qi molto potente, ci sono poi tutte le varie diramazioni e tutte queste ‘vie’ realizzano una fittissima rete, dai grossi ‘tronchi’ ai ‘rami’ più piccoli, che mettono in relazione tutto l’organismo, per cui non c’è nessuna parte del corpo umano che sia isolata dal resto. Tutto l’organismo e tutte le parti dell’organismo sono in reciproca connessione e realizzano un’unità funzionale integrata. Ogni meridiano è collegato ad un organo, quindi da ogni organo – polmone, cuore, fegato, milza, e così via – parte e arriva un meridiano che ha chiaramente un rapporto privilegiato con questo organo, ma lo mette in relazione con il tutto.
L’esercizio di Qigong prevede l’impiego della nostra mente, del nostro pensiero, per far circolare il Qi all’interno di queste ‘vie’, per permettergli di crescere e accumularsi fino a farcelo percepire in modo tangibile.
Come si percepisce il Qi?
In genere si avverte calore, oppure una sensazione di pesantezza, oppure formicolio, o ancora una sensazione di dilatazione, ma possono esserci molte altre sensazioni soggettive.
In termini fisici, l’energia vitale è elettromagnetismo, elettricità, infrarosso e anche particelle luminose, quindi luce. Questo Qi, che pervade non soltanto l’essere umano ma tutto l’universo, tutti i corpi celesti, è lo stesso Qi che circola all’interno dei nostri meridiani. Alcune persone hanno molto Qi, altre ne hanno poco. Ci sono persone che hanno un Qi autentico, un Qi corretto che permette loro di stare in salute e persone che invece hanno un Qi debole, che non circola in modo fluido e quindi presenta delle situazioni di stasi all’interno del corpo. Queste persone presenteranno degli squilibri, delle malattie, e il Qigong può aiutarle a migliorare la loro salute, attivando una capacità di autoriparazione che è intrinseca all’organismo.
 

Gli antichi cinesi hanno elaborato una legge per spiegare e comprendere il Qi, ed hanno

Il Taiji

 sintetizzato questa concezione nel simbolo denominato Taiji, che racchiude un significato molto profondo. È suddiviso in due parti, una nera e una bianca; la parte nera rappresenta tutto ciò che è materiale – lo yin, quindi tutto quello che è percepibile dai nostri sensi; la parte bianca rappresenta tutto ciò che è immateriale – lo yang, ciò che è energia e che quindi è difficilmente percepibile dai nostri sensi. Questi aspetti sono oggetto di indagine negli istituti di ricerca in Cina, ma attualmente l’aspetto bianco di questo sintetico simbolo, che identifica l’energia vitale, è un qualcosa che le nostre cognizioni scientifiche non sono ancora in grado di recepire. Già diecimila anni fa i cinesi avevano elaborato una concezione, sintetizzata da questo simbolo, che riconosce degli aspetti materiali della vita umana e degli aspetti immateriali-energetici, non percepibili direttamente ma individuabili solo in alcune condizioni. All’interno di questa teoria avevano elaborato anche un altro concetto: in tutto ciò che è materiale c’è comunque sempre un aspetto immateriale ed in tutto ciò che si esprime come energia c’è comunque sempre un aspetto materiale.

Nel simbolo questo concetto è rappresentato dal puntino nero nella parte bianca e dal puntino bianco nella parte nera della sfera.
Il puntino nero nella parte bianca (yang) rappresenta lo yin che è comunque presente nello yang e il puntino bianco nella parte nera (yin) rappresenta lo yang che è comunque presente nello yin.
Noi come esseri umani, sia se pratichiamo il Qigong, sia se non lo pratichiamo, partecipiamo all’alternarsi di due attività: un’attività di quiete – sintetizzabile con il sonno – e un’attività di movimento, in cui esprimiamo la nostra vitalità – la veglia. Nel nostro comportamento quotidiano esprimiamo due modi: uno di quiete, di silenzio e l’altro di attività, di movimento. Anche all’interno del nostro organismo possiamo suddividere tutto in questi due elementi, ad esempio nel cervello c’è una parte materiale e una parte funzionale, nella mente si alternano uno stato di quiete e uno stato di eccitazione.
 
Il Dantian
La medicina cinese, oltre alla presenza dei meridiani e collaterali, identifica una zona all’interno del corpo umano ad alta concentrazione energetica. Questa zona può essere più o meno simile ad una sfera e racchiude il nostro patrimonio energetico; è l’energia che ci portiamo dietro per tutta la vita e che utilizziamo nelle nostre attività quotidiane. Una delle attività inconsce che noi svolgiamo è quella di mantenere sempre un equilibrio relativo e dinamico all’interno di questa sfera energetica che è composta di due aspetti, yin e yang. Questi due aspetti devono essere sempre in un equilibrio dinamico, nessuno dei due deve predominare sull’altro oltre un certo limite o un certo periodo di tempo, pena l’insorgere della malattia. Questa massa di Qi presente nel nostro corpo nella cavità addominale, più o meno all’altezza dell’ombelico, in una zona denominata Dantian centrale, rappresenta la perfetta unione delle due forze più importanti che sono presenti nell’universo, yin e yang. Queste due potenti forze, che operano nell’universo e nel corpo umano, sono antitetiche, ma agiscono sempre in complementarità e mantengono tra di loro un equilibrio dinamico. Sono in continuo movimento e questo movimento, in cui a volte prevale un aspetto a volte l’altro, ritorna sempre a una situazione di equilibrio. Queste due potenti forze: lo yin – la forza materiale dove predominano tutti i fenomeni di inibizione, l’oscurità, la quiete, la femminilità – e lo yang – la forza energetica dove predominano i fenomeni di eccitazione, la luce, il movimento, il maschile, si coniugano all’interno del dantian centrale e la loro unione è chiamata Taiji.
 
L.T.
 
 

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