Unicef a favore delle vaccinazioni per i bambini del Terzo Mondo

 
 
QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE- N.14 GIUGNO 2001
 
Notizie Flash
 
 
Un noto marchio che commercializza articoli di carta
per uso domestico, dopo una prima campagna
nella quale pubblicizzava il proprio “impegno” a favore
delle vaccinazioni, ripropone la sua iniziativa con lo slogan
 
 
rilancia il suo impegno con Unicef
a favore delle vaccinazioni
per i bambini del Terzo Mondo
 
 
Di fronte a tali iniziative che sembrano dover raccogliere il plauso di tutti, ci sembra invece come sempre utile porsi qualche domanda.
Siamo certi che i bambini che subiranno la vaccinazione avranno un futuro migliore?
Gli Stati Uniti hanno vietato l’impiego di vaccini contenenti mercurio, forse le scorte esistenti potranno essere inviate nei paesi del terzo mondo (per la verità anche in Italia dove i vaccini con mercurio non sono ancora stati messi al bando)?
Sembra diventato molto fruttuoso per le aziende impegnarsi in campagne “umanitarie” ma cosa è più semplice fare, annunciare una campagna di vaccinazioni, sul cui esito è giusto avanzare dei dubbi, o intervenire concretamente per migliorare le condizioni di vita nei paesi coinvolti?
E quindi una reale preoccupazione nei confronti di questi bambini non dovrebbe prevedere un maggiore impegno per le loro condizioni igieniche e alimentari?
Recentemente alcune aziende farmaceutiche hanno utilizzato queste “campagne umanitarie” nei paesi del Terzo Mondo per sperimentare nuovi tipi di vaccini; ed allora anche in questo caso avremo 20.000 nuove cavie da utilizzare senza fornire alcuna informazione, senza alcuna richiesta di consenso, senza verifica degli effetti nocivi?
In Italia gli ultimi casi riscontrati di poliomielite, sono stati scatenati dalla vaccinazione anti-polio.
Secondo le cifre rilasciate dai CDC*, in America l’87% di tutti i casi di poliomielite tra il 1973 e il 1983 sono stati causati dal vaccino antipolio (ad eccezion fatta per i casi importati). Dal 1980 al 1989 ogni caso di polio negli USA è stato causato dallo stesso vaccino.
È stata l’Ungheria la prima nazione europea a praticare la vaccinazione antidifterica di massa nei bambini alla fine del 1928, come esperimento condotto nelle campagne. Nella città di Budapest non vennero vaccinati. Il grafico che segue dimostra una flessione della malattia sostanzialmente identica sia tra i soggetti vaccinati che tra quelli non sottoposti a vaccinazione.
I.P.
  
 

Ungheria
(vaccinati)
Budapest
(non vaccinati)

 

**Declino della difterite nei distretti rurali ungheresi (vaccinati) e a Budapest (non vaccinati).
 
 
*CDC Centri Federali per il controllo delle malattie.
**Tratto da L’intossicazione da vaccino, Fernand Delarue.
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