“Il fiore dell’arte di sanare” Un volume che riscopre la vera medicina tradizionale

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 2 Settembre 1992
 
"Il fiore dell'arte di sanare"
Un volume che riscopre
la vera medicina tradizionale

Esculapio, dio della medicina, figlio di Apollo, non fu costretto ad impiegare le sue capacità divine per scoprire l'arte della medicina. Si narra infatti che un giorno in Tessaglia si trovò ad osservare una capra solitaria che pascolava in un prato e fu colpito dal fatto che essa mangiava soltanto alcune delle numerose erbe che vi crescevano. Poco dopo la capra cadde ammalata; con la bava alla bocca e l'occhio spento si teneva a stento in piedi, finché cadde stremata sotto un albero e, sembrava rassegnata a morire, quando, con grande sforzo si rialzò e si recò a brucare quasi con avidità una qualità di erba che prima aveva disdegnato. Passò poco tempo e la capra riacquistò una completa forma fisica.
Questo fatto colpì profondamente Esculapio; egli pensò che se delle erbe erano state capaci di guarire una capra, perché non avrebbero potuto essere altrettanto efficaci nelle malattie dell'uomo?
Cominciò quindi ad usare a questo scopo, per gli uomini, le erbe selezionate dalla capra, ne trovò delle altre ed in seguito, addestrato dal centauro Chirone, divenne il depositario delle conoscenze dell'arte di guarire con l'uso delle erbemedicinali.
 
Questa suggestiva leggenda, che narra di una capacità insita negli esseri viventi di trovare autonomamente le risorse utili alla propria salute, è tratta dal volume II Fiore dell'Arte di Sanare. Testimonianze della vitalità della medicina tradizionale. Il testo accompagna la mostra realizzata dall'Istituto Paracelso, che ha ricevuto il sostegno e la collaborazione di Archivio Salute, e dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, aperta dal 1 ottobre all'8 novembre 1992.
Il Fiore dell'Arte di Sanare è un percorso fatto attraverso i secoli per esplorare la realtà della medicina tradizionale attingendo alle fonti originali per cercare di scoprire che cosa ha rappresentato realmente nella vita e nella cultura dei popoli, quali sono gli elementi di fondo che sono comuni alle conoscenze e alle pratiche tradizionali di tutti i paesi, quali i rapporti della medicina tradizionale con la magia, l'alchimia, l'astrolo­gia, il mondo delle streghe e dei ciarlatani, quali e quanti ostacoli ha incontrato nel suo travagliato rapporto con la medicina accademica che ha generato la medicina scientifica moderna, quali i segreti della sua straordinaria vitalità sempre risorgente.
Il volume tenta di far chiarezza su questioni molto confuse. Che cosa è ad esempio la medicina tradizionale? E' la medicina moderna, che da vent'anni a questa parte si è appropriata di questo titolo, giustificando la sua appartenenza alla tradizione con la sua discendenza da Ippocrate?
Oppure è la medicina che nel corso dei secoli è appartenuta ai popoli, che un gran numero di medici, guaritori, alchimisti, maghi, streghe, ciarlatani, conciaossa, ma anche gente comune si è tramandata di generazione in generazione, via via arricchendola di esperienze, intuizio­ni, conoscenze?
Certamente è quest'ultima, divenuta patrimonio collettivo dei popoli e parte integrante della loro storia, capace di reggere la sfida del tempo e i rigori scientifici della medicina moderna, la vera medicina tradizionale.
Molti ritengono che la medicina moderna abbia portato a grandi scoperte che hanno segnato il passaggio da un'era di ignoranza e superstizione a un'era di conoscenza e progresso. Ma è questa la realtà? Scrivono gli autori:
una considerazione che ci sembra importante fare in conclusione è che la scienza moderna ha convalidato molte delle pratiche della medicina tradizionale e popolare, trovando, in diversi casi, alcuni dei loro numerosi meccanismi d'azione. Non è stato possibile però finora confutare nessuno degli assunti di base della medicina tradizionale. Questo è tanto vero che una delle conclusioni della Conferenza mondiale sulla medicina tradizionale del 1991 è stata:
La validità della medicina tradizionale è dimostrata essenzialmente dall'esteso uso popolare che se ne fa, dalla prova che ne danno migliaia di anni di storia e dalle molteplici conferme date dai recenti studi scientifici.
La medicina tradizionale ci fa scoprire approcci di pensiero diversi dal nostro, che potrebbero essere di grande stimolo per ampliare gli orizzonti delle nuove conoscenze. Attraverso l'identificazione delle grandi leggi naturali che regolano tutto l'universo e quindi anche l'uomo, il medico tradizionale aveva la chiave per conoscere la causa degli squilibri all'interno del corpo umano e per individuare le proprietà terapeutiche delle sostanze presenti in natura. Il metodo analogico, ad esempio, stabiliva analogie e corrispondenze fra tutte le cose. Il cervello e il gheriglio di noce si assomigliano e quindi la noce veniva usata per curare disturbi della testa. Questo e tanti altri esempi riportati nel testo ci danno l'idea di una cultura diversa che nasceva dall'osservazione della realtà più che dai libri.
I grandi temi dell'alchimia, della magia, dell'astrologia vengono affrontati nel loro rapporto con la medicina tradizionale come strumenti di conoscenza e di potere sulla natura e sulle malattie. Se hanno resistito nei secoli, sostengono gli autori, è scorretto ritenere a priori che siano solo un insieme di superstizioni e ciarlatanerie. Studiate senza preconcetti e sottoposte a verifica, potrebbero rivelare un intero mondo di conoscenza e aiutarci a trovare nuove vie per combattere le malattie.
Ampio spazio viene dedicato all'erboristeria e all'omeopatia, ma non vengono trascurate terapie come il suono e la musica, dove si racconta ad esempio il fenomeno del tarantolismo e si descrive la funzione dei suoni nella medicina cinese.
Nelle diverse sezioni è riportato un ampio repertorio di ricette della medicina popolare, di pratiche magiche, di ricette dell'antica Roma, di ricette erboristiche.
II volume analizza la nascita e il consolidarsi della medicina accademica, che darà poi origine alla medicina moderna, il ruolo storico che ha avuto la medicina ai margini dell'ufficialità, quella delle streghe, dei medici ciarlatani, dei medici eretici.
Emerge da questo testo una realtà composita, ricchissima di esperienze, conoscenze, metodologie di pensiero originali, il cui interesse è per noi tutt'altro che di curiosità intellettuale. Quello che si ritrova è da una parte un patrimonio di conoscenze immenso che, se studiato, verificato e utilizzato, ci porterebbe a fare immediatamente un balzo in avanti nella lotta alle malattie. Dall'altra, ritroviamo nel corso dei secoli, le stesse problematiche, gli stessi contenuti, le stesse aspirazioni che portano oggi tanti individui a mettere in discussione i dogmi della medicina ufficiale, e di qualsiasi altra dottrina; e a ricercare nell'esperien­za concreta di tutte le medicine, delle possibilità reali di progresso.
D.R.

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