Tutte le erbe del mondo sono medicinali

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 2 Settembre 1992

Tutte le erbe del mondo sono medicinali
di Xing Sitai
L'erboristeria è un'importante branca della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la quale rappresenta un insieme articolato e coerente di pratiche diagnostiche e terapeutiche ed è oggi utilizzata da milioni di persone. L'articolo qui riportato, apparso di recente su una rivista cinese, testimonia l'importanza dell'erboristeria in questo quadro di riferimento e rappresenta un contributo al dibattito sull'erboristeria presente nell'Associazione.
L'immenso territorio cinese rappresenta un'inesauribile fonte di vegetali, minerali e animali che fin dall'antichità sono stati utilizzati dai cinesi a scopo terapeutico.
Queste sostanze naturali hanno svolto un ruolo importante nel fortificare e proteggere la salute del popolo cinese.
Le medicine naturali possono essere ricavate da varie fonti, in prevalenza però esse sono preparate con erbe, foglie, radici, tronchi, corteccia e frutti.
Le medicine a base di vegetali sono utilizzate in diverse maniere dal punto di vista farmaceutico e le loro applicazioni sono molteplici, per tali motivi la terapia per mezzo di erbe medicinali è stata sempre la più praticata.
Le relative tecniche sono ormai inserite in un sistema teorico molto concreto che costituisce la parte più importante della Medicina Tradizio­nale Cinese (MTC).
Tale risultato è stato ottenuto sulla base di esperienze millenarie acquisite tramite diversi tentativi, che a volte hanno condotto a compiere anche degli errori.
Presumibilmente nella preistoria i nostri antenati scoprirono che alcune piante essendo velenose potevano avere un effetto letale o che altre a loro volta provocavano vomito, nausea e svenimento; non vi è dubbio che in tal modo essi impararono subito a distinguere le piante ed impararono anche ad usare alcune piante, che, pur essendo velenose, erano in grado di produrre benefici effetti sulla salute. Fu così che nacquero le prime terapie medicinali.
Riguardo alle origini della medicina cinese, il primo trattato sistematico risale al libro "Huai Nan Zi Xiu Wu Xun" della dinastia degli Han (206 a.C. – 220 d.C). Si racconta che Shen Nong (il divino agricoltore) provò centinaia di erbe e distinse settanta tipi di erbe velenose. In realtà questa figura era la sublimazione mitica delle esperienze secolari del popolo lavoratore. Successivamente ogni dinastia raggiunse nuove scoperte nel campo dei farmaci ricavati dalle piante. Il "Canone di Materia Medica di Shen Nong", apparso nel II secolo, fu il primo libro dedicato alle erbe medicinali, in esso furono registrate ben 365 sostanze medicinali. Durante la dinastia dei Tang (618-907 d.C.) vide la luce il primo canone farmaceutico del mondo, "La nuova revisione del Canone di Materia Medica". Nel 1578, apparve la grande opera dell'eminente farmacologo della dinastia dei Ming (1368-1644), Li Shizhen, "Il Compendio di Materia Medica". Oltre alla registrazione di 1892 erbe medicinali, quest'opera conteneva anche un'impareggiabile esposizione delle teorie ed esperienze nel campo erboristico, costituendo una base fondamentale per gli sviluppi successivi negli studi erboristici. Nella dinastia dei Qing (1644 -1911), due tra i maggiori lavori meritano un posto di rilievo: il "Supplemento del Compendio di Materia Medica" (1765) e il "Libro illustrato delle piante" (1848).
Le medicine cinesi hanno molte proprietà differenti e quindi offrono una infinita varietà di effetti tra loro diversi sul corpo. In linea di massima possono essere classificate nelle tre seguenti categorie:
Xingwei: con tale termine si indicano tutte le erbe medicinali che possono agire sulla temperatura del corpo o che svolgono la propria azione tramite il sapore.
Secondo la teoria tradizionale, le medicine definite calde o tiepide possono essere utilizzate sui pazienti affetti da sindromi fredde dal momento che provocano l'aumento della temperatura corporea; vicever­sa, quelle definite fredde o fresche possono abbassare la temperatura corporea di coloro che soffrono di sindromi febbrili. La concezione degli effetti medici dei "cinque sapori" è semplicemente la nozione che dal gusto della medicina si può riconoscere il suo effetto potenziale. Per esempio, le erbe di sapore aspro possono essere usate allo scopo di ridurre l'energia, quelle piccanti servono a liberare dal freddo, e quelle dolci aiutano a rinforzare l'energia.
Guijing: sono così indicate tutte le medicine a base di erbe che possono agire sui canali interni del corpo umano. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese il corpo umano è percorso da una rete di canali, in cui circola l'energia vitale (Qi), che percorre l'intero corpo realizzando un tutto organico dei diversi organi, apparati e sistemi. Secondo le teorie della MTC relative agli Zang-Fu (organi interni) e ai Jingluo (canali e collaterali), le medicine estratte da diverse piante possono agire su diversi organi interni specifici. Per esempio, la Cordate Houttuynia agisce sull'intestino crasso ed è la medicina elettiva per la dissenteria. La Belamcanda Chinensis che agisce sui polmoni è particolarmente efficace per il mal di gola. Ancora un esempio, la Atractylodes Macrocephala può rinvigorire la milza rinforzando il suo Qi (energia vitale) mentre la Schisandra Chinensis può rinforzare i reni e nutrire il cuore.
Shangjiangfuchen: questa frase può essere tradotta letteralmente in italiano come "salire, scendere, venire alla superficie e penetrare". Fu usata per secoli dai medici cinesi per descrivere malattie come il vomito (salire), la diarrea (scendere), il sudare (venire alla superficie) e le macchie o i foruncoli sulla pelle (penetrare). La preparazione delle medicine a base di erbe occupa un ruolo importante nella Medicina Tradizionale Cinese. In origine, le erbe venivano usate così come erano allo stato naturale senza preparazione. Poi, gradualmente, si scoprì che la loro efficacia poteva essere migliorata con una opportuna preparazione come ad esempio la torrefazione, l'abbrustolimento, la bollitura in acqua a fuoco lento. Nel frattempo, si scoprì che alcune piante, poco utili allo stato naturale, potevano essere trasformate in medicine preziose dopo essere state trattate. Ad esempio, le radici fresche di Rehmannia potevano trasformarsi in ricostituenti del sangue e della forza dello Yin (termine cinese che si riferisce all'elemento femminile dell'energia vitale), e lo Zenzero, bollito in acqua a fuoco lento, poteva diventare una medicina efficace per indurre calore.
Tramite particolari preparazioni si possono anche eliminare le tossine presenti nelle piante velenose conservando intatti i principi terapeutici e rendendo altresì facile la conservazione di molte medicine.
La preparazione di medicine composte da erbe è un lavoro che richiede molta perizia. L'eccessiva manipolazione può far perdere forza alle erbe, mentre una scarsa manipolazione impedisce alla pianta di espletare la sua piena efficacia terapeutica. Un altro aspetto importante è la preparazione delle piante che viene realizzata con diversi metodi: per esempio l'essiccazione che può essere effettuata al sole o all'ombra, la tostatura, la cottura delle piante con coadiuvanti come miele, vino, grasso, ecc.
Attualmente i medici erboristi possono scegliere tra sette o ottomila tipi di medicine cinesi tradizionali combinate con erbe, confezionate in pillole e in polverine, o applicate in cataplasmi o in decotti. Accanto a questo che rappresenta un elemento di continuità della tradizione e delle conoscenze acquisite nel corso di migliaia di anni, si stanno sviluppando delle ricerche al fine di migliorare ed ottimizzare l'uso di molte medicine tradizionali. Tra gli ultimi ritrovati spiccano il calcolo biliare di bue e il borneolo, sintetizzati artificialmente ed utilizzati nel trattamento del mal di gola e delle ulcere nella bocca; e l'artemisina che è un farmaco per il trattamento della malaria.
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