Le medicine non convenzionali sul territorio di Anzio e Nettuno

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 6 Aprile 1995

Le medicine non convenzionali sul territorio di Anzio e Nettuno

La relazione della dott.ssa Annalisa Fiorillo ha esposto la situazione attuale nel territorio di Anzio e Nettuno in rapporto con la situazione generale italiana e i motivi dell'interesse di Archivio Salute per le medicine non convenzionali.
Relatore: dott. A. Fiorillo,
Consiglio Direttivo dell'Associazione Archivio Salute

L'Associazione Archivio Salute nasce come punto di raccolta e scambio delle conoscenze, delle esperienze e delle risorse necessarie a coltivare la "salute".
Il concetto di salute, generalmente accettato, è da sempre legato al momento storico ed alla situazione culturale, sociale ed economica che si vive ed in quanto tale difficile da definire, poiché cambia con il cambiare delle condizioni. Certamente la salute riguarda l'uomo nella sua integrità e coinvolge tutti gli aspetti nei quali esso è coinvolto: le relazioni con gli altri, la casa, la famiglia, il lavoro, l'ambiente ecc.
La malattia o meglio la risposta ad una situazione di malattia, è solo uno degli aspetti di cui ci si deve occupare, se si vuole affrontare il tema "salute", ma indubbiamente non il meno importante. Da qui l'interesse dell'Associa­zione per la medicina ed anche, in particolare, per le "medicine non convenzionali", così definite perché non riconosciute dalla struttura accade­mica e non facenti parte del Servizio Sanitario Nazionale. Esse, pur nelle loro specifiche diversità, hanno in comune nei loro presupposti un aspetto fondamentale: la centralità dell'individuo. Esse hanno cioè come oggetto del loro interesse non la malattia, il disturbo, il sintomo specifico e isolato dal resto, ma l'individuo malato come un tutto unico più ampio e complesso: un approccio olistico che fino ad oggi si è contrapposto decisamente all'approccio medico ultra specializzato.
Le medicine non convenzionali costituiscono un patrimonio dell'umanità selezionato, sedimentato ed accumulato nel corso del tempo. In particolare l'omeopatia e l'agopuntura fra tutte le pratiche del passato sono le più organiche e le più sistematizzate. Costituiscono una risposta efficace a numerose malattie, una risposta non cruenta, una risposta che è solo uno stimolo all'organismo a mettere in moto le proprie difese.
Queste peculiarità hanno spinto Archivio Salute a porsi nei confronti dell'omeopatia e dell'agopuntura in termini di supporto, promuovendone una corretta informazione ed un'ampia divulgazione.
Lo scopo primo di questo incontro, organizzato dalla nostra Associazio­ne, è quello di presentare alle amministrazioni locali ed ai cittadini un presidio sanitario che opera nel rispetto della persona nella sua totalità. Un altro scopo è quello di conoscerci per promuovere un momento di aggrega­zione e di ricomposizione orizzontale sui tanti temi di riflessione e di intervento che il settore mette in luce. Ne sono esempio: la tutela dei consumatori, la verifica dell'offerta, la prevenzione, l'inserimento di queste tecniche nella struttura sanitaria.
Non abbiamo la pretesa di presentare in questa sede una esatta fotografia della situazione esistente sia per problemi di tempo, sia perché il fenomeno è in continua evoluzione ed estremamente mobile. L'Associazione ha comunque già pronto un adeguato progetto d'indagine da svolgere a tappeto sul territorio per una visione più attendibile.
Una ricerca condotta dal CENSIS su scala nazionale nel 1987 rivela che a quella data, più del 90% degli italiani aveva sentito parlare delle medicine non convenzionali, soprattutto donne, giovani e persone con un livello di istruzione medio alto. All'elevata conoscenza non corrispondeva però un'al­trettanta elevata esperienza diretta, infatti, sempre secondo l'indagine citata, 1’86% si dichiarava propensa a far uso di queste pratiche terapeutiche, ma solo il 5% si era già rivolto ad esse. Questo divario tra i numeri mostra comunque che si trattava di un fenomeno destinato a crescere. Aggiornando questi dati su indagini parziali svolte da organismi minori, organizzazioni private o istituti, si può affermare che oggi oltre il 25% degli italiani si rivolge anche se saltuariamente all'omeopatia e all'agopuntura, ma il feno­meno è ancora ampiamente in fase di crescita.
Come possiamo rapportare questi dati al nostro territorio, alla realtà di Anzio e Nettuno?
Non dobbiamo dimenticare che viviamo una realtà di provincia e come tale essa riflette la realtà nazionale non nei numeri ma nella tendenza generale. Per cui, anche se con percentuali minori, nel nostro territorio, negli ultimi anni si è assistito ad un notevole incremento del numero di persone che si curano con l'omeopatia e l'agopuntura. Non siamo ancora certamente al 25% ma una nostra indagine, che ricordiamo non ha la pretesa di essere scientifica ma che è comunque di certo significativa, ci permette di affermare che circa il 10% della popolazione di Anzio e Nettuno ricorre a queste tecniche terapeutiche ed anche in questo caso la percentuale è destinata a salire ancora molto. Un indicatore evidente di ciò è la crescita del numero di farmacie che vendono rimedi omeopatici. Se poco più di 10 anni fa questi prodotti si trovavano in una sola farmacia, oggi più dell'80% ne sono ben rifornite.
Sul nostro territorio si rivolgono all'omeopatia e all'agopuntura in maggioranza persone affette da problemi osteo-articolari e allergici. L'inci­denza maggiore di queste due patologie è dovuta sostanzialmente ai fattori climatici predominanti nelle nostre cittadine di mare e cioè l'umidità ed il vento.
L'efficacia nella cura di queste malattie è stimabile intorno all'85%, una percentuale di tutto rispetto se si considera che i malati che vi si rivolgono sono generalmente quelli che non hanno ricevuto una risposta adeguata dalla medicina convenzionale e quindi portatori di patologie di vecchia data e che spesso presentano anche altre complicazioni.
Questi i numeri; ma cosa possiamo leggere dietro i numeri? Come è cambiata la situazione negli ultimi anni qui ad Anzio e Nettuno? Che ruolo hanno avuto e che ruolo hanno oggi queste due medicine? Come entrano nelle case, come si inseriscono nel sistema sanitario, quale diffusione hanno, ma soprattutto quali prospettive si aprono?
Poco più di 10 anni fa i malati che ricorrevano all'omeopatia e all'ago­puntura erano pochissimi, perché? L'informazione era praticamente inesi­stente, se ci si voleva curare in modo diverso bisognava, salvo rare eccezioni che comunque non assicuravano continuità, rivolgersi a qualche studio medico di Roma, ma era sufficiente una banale influenza per creare mille difficoltà; il medico era troppo lontano, non esisteva un servizio di guardia medica telefonica, il medico della mutua ordinava il ricorso agli antibiotici, i familiari criticavano e insistevano per il ricorso alle medicine convenzio­nali; se poi ad accusare la febbre era un bambino, allora si veniva apostrofati in maniera più pesante (incosciente, avventato, sconsiderato ecc.), se la febbre poi era molto alta allora le certezze cominciavano seriamente a vacillare. Insomma era veramente difficile: soli contro tutti.
Questa era la situazione quando nacque qui ad Anzio la SIDO (Associazio­ne di pazienti, per lo studio, l'informazione e la divulgazione dell'Omeopa­tia). Alcune persone che si curavano con l'omeopatia decisero di incontrarsi per approfondire e studiare la materia, per uno scambio di esperienze e quando necessario anche uno scambio di rimedi omeopatici, difficili da reperire. La SIDO ha organizzato qui ad Anzio una serie di conferenze a scopo divulgativo informativo invitando esperti. Si tentava di rispondere all'assenza del medico con lo studio e con lo scambio di esperienze, alla disinformazione locale con momenti di informazione più ampia. Nessuno aveva la pretesa di diventare medico, ma almeno acquisire attraverso una maggiore conoscenza, una maggiore coscienza nelle scelte che si andavano facendo. Da allora la situazione si è andata modificando, anche con il contributo dell'Associazio­ne SIDO.
Quattro anni fa, anche grazie alle continue sollecitazioni di alcuni soci, apre a Nettuno il Centro Clinico Paracelso. Un centro clinico che offre diverse possibilità: la cura con l'omeopatia, l'agopuntura e le tecniche di massaggio tradizionale cinese. La sua presenza è stabile sul territorio con un servizio di guardia medica telefonica, amplia notevolmente la possibilità di diffusione di queste tecniche terapeutiche. Offre all'utente garanzia di continuità, offre la possibilità di essere messi in contatto con un operatore tutti i giorni.
Il Centro Clinico Paracelso di Nettuno è uno dei centri clinici promossi dall'Istituto Paracelso. L'Istituto Paracelso svolge attività di ricerca, di didattica, di documentazione e studio. La presenza sul territorio dell'Istituto Paracelso e la sensibilità e lungimiranza di alcuni medici dell'Ospedale di Anzio ed in modo particolare del primario di Ortopedia e Traumatologia, hanno contribuito, oltre a migliorare le possibilità di scelta dell'utenza, anche alla crescita della realtà sanitaria pubblica, con attività di didattica e di ricerca clinica. Infatti presso l'Ospedale di Anzio sono state condotte ricerche cliniche presentate poi in congressi nazionali e in tre congressi internazionali della WFAS – Federazione Mondiale della Società di Agopuntura-Moxibustione – nel 1990 a Parigi, nel 1992 a Roma e nel 1993 a Kyoto. Alcuni di questi lavori mostrano la possibilità di integrazione tra tecniche terapeutiche convenzionali e non convenzionali.
L'attività didattica si è esplicata in due corsi che il Dott. A. De Fabritiis illustrerà più in dettaglio.
Operatori della struttura sanitaria locale hanno fatto parte del Comitato Regionale permanente per lo studio delle metodiche complementari di agopuntura. Il lavoro di questo comitato ha già avuto un primo risultato e cioè l'istituzione di un corso formativo-informativo per dirigenti delle associa­zioni professionali dei terapisti della riabilitazione, degli infermieri, degli ostetrici, dei massofisioterapisti, degli ortottisti, dei logopedisti e così via.
Archivio Salute rivolgendosi finora prevalentemente all'utenza e non agli operatori, ha contribuito alla divulgazione e all'informazione. Infatti al suo interno si è costituito un gruppo di studio dell'omeopatia, che lo scorso anno ha organizzato un corso informativo sulla materia. Un altro gruppo si occupa invece delle cosiddette "ginnastiche dolci" in particolare del Taijiquan, una tecnica psicofisica di grande valore terapeutico, di prevenzione delle malat­tie e di rafforzamento della salute. Già da tre anni si organizzano corsi di Taijiquan presso la palestra della scuola elementare di Viale Severiano ad Anzio.
Se guardiamo nel loro insieme tutte queste attività: associative, delle strutture sanitarie locali, dei centri clinici, ci rendiamo conto di quanto vaste siano le possibilità e di quanto possano essere migliorate le condizioni di cura delle malattie, aumentando la ricerca e migliorando l'integrazione tra la medicina ufficiale e le medicine non convenzionali.
Nell'insieme la situazione di Anzio e Nettuno mostra di essere all'avan­guardia se si considera che l'agopuntura inizia a fare il suo ingresso nel sistema sanitario locale. Molte sono ancora le difficoltà e gli ostacoli che vengono frapposti, basti considerare che se pure è stato fatto un corso di aggiornamento sulle tecniche di massaggio tradizionale cinese in una istituzione pubblica, non esiste ancora la possibilità di usufruire di queste tecniche nella struttura pubblica.
Ma se le esperienze associative e sanitarie convergeranno verso obiettivi comuni, siamo certi che anche le ultime barriere dovranno crollare di fronte ad una realtà di utenza sempre più ampia che dovrà essere soddisfatta anche da un'offerta pubblica.
 

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