Il corso di Medicine non Convenzionali di Archivio Salute

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE N° 10 APRILE 99
Il corso di Medicine non Convenzionali di Archivio Salute

Archivio Salute è nata con lo scopo di sollecitare il confronto sul tema della salute, sostenendo che la vera malattia è la "condizione di delega assoluta", di "totale assenza di autonomia", di "impossibilità di alcun intervento decisionale", di "incapacità al confronto con se stessi e con gli altri", questo sia nel campo della medicina sia in uno qualsiasi degli aspetti che condizionano il nostro "star bene" che non è fatto esclusivamente di assenza di sintomi, ma che è fortemente condizionato da tutti gli elementi che caratterizzano la nostra vita e cioè il lavoro, gli affetti, le relazioni con gli altri, la casa ecc. Il "confronto" è lo strumento che offriamo per prendere atto della propria condizione per viverla in modo cosciente, da protagonista.
Archivio Salute propone l'occasione per realizzare questo confronto con un corso che intende perseguire più obiettivi.
Un primo obiettivo è quello di fornire informazioni semplici su alcune tecniche delle Medicine non Convenzionali, per giungere al trattamento di alcuni dei disturbi più comuni nella sfera familiare, e come un raffreddore, un mal di testa, una indigestione, piccoli traumi e si pensi a come si potrebbe ridurre l'ansia, la paura, l'impotenza e la preoccupazione di fronte al malessere di un bambino, acquisendo delle semplici conoscenze che permettano di intervenire con maggiore consapevolezza, imparando a prestare maggiore attenzione ai segnali che l'organismo ci invia e che non siamo più in grado di valutare.
Quindi imparare nuovamente a rispettare i tempi di recupero dell'organismo, capire che una febbre talvolta va controllata e non ferocemente combattuta, che per alcune malattie la passiva accettazione delle prescrizioni del medico non è forse la cosa migliore per i nostri bambini. L'informazione corretta può indicarci cosa è importante segnalare al medico perché possa esserci d'aiuto, ed anche valutare meglio le sue risposte. Potremo imparare persino a fare in casa i rimedi omeopatici o utilizzare le nostre mani per semplici ma efficaci massaggi ecc.
Un secondo obiettivo consiste nel fornire strumenti interpretativi che attraverso l'acquisizione di conoscenze anche tecniche aiutino a valutare non solo le capacità del medico che abbiamo di fronte, ma anche la correttezza operativa della struttura sanitaria.
Fornire strumenti di analisi per porsi in maniera meno passiva nei confronti di malattie verso le quali ci sentiamo impotenti come il cancro, malattia che terrorizza e che sembra possa essere affrontata solo seguendo i dettami della medicina ufficiale; l'AIDS che dopo essere stato per anni protagonista delle cronache sembra ora quasi dimenticato; i vaccini considerati uno dei capisaldi della moderna medicina che vengono ormai proposti per qualsiasi tipo di malattia senza mai chiedersi cosa può accadere al sistema immunitario di un bambino e senza mai prendere in esame terapie di altro tipo e così via.
D'altra parte, di fronte a problemi più gravi è necessario, per poter essere in grado di prendere decisioni consapevoli, cioè che ci coinvolgano responsabilmente, conoscere la realtà che si cela dietro le scelte che sembrano obbligate, è necessario conoscere quei meccanismi che regolano e muovono i grossi apparati, le complesse strutture che nel loro insieme costituiscono la sanità.
E questo è possibile farlo e occorre che si faccia prima, quando si sta bene, perché quando si è malati ci si trova in una condizione di tale debolezza di tale precarietà per cui passivamente si accetta tutto quello che ci viene proposto.
Il corso che proponiamo, in realtà non è un corso ma piuttosto una condivisione, una occasione di confronto, ricerca comune, riflessione sulle possibilità di risposta che si hanno in una situazione di malattia.
Confronto, perché al centro dei nostri incontri deve essere la realtà di chi vi partecipa, è da questa realtà, dalle singole esperienze che si può trarre un contributo concreto e facilmente verificabile.
Ricerca comune, perché nessuno ha la risposta giusta, solo da una posizione di coinvolgimento in prima persona, dalla disponibilità al raggiungimento comune di un risultato, si può avere la garanzia di essere nella direzione giusta.
Riflessione, perché tutti dobbiamo avere la possibilità di leggere in modo autonomo e critico la realtà, è dall'analisi personale, confrontata con altri, che ci si può incamminare verso una posizione di protagonismo nelle proprie scelte.
Il corso che proponiamo non è un corso nel senso comune del termine, perché non c'è nessun insegnante in cattedra, ma l'esperienza dei professionisti o di esperti è al pari di quella degli altri, è solo uno degli elementi di condivisione e riflessione. Non è un corso perché è aperto, nel senso che chiunque può inserirsi in qualunque momento per partecipare al confronto, utilizzando anche l'esperienza accumulata in precedenza dagli altri partecipanti. Non è un corso anche perché probabilmente non avrà una conclusione, almeno finché non si potrà dire concluso il dibattito sulla salute e la lotta contro la malattia.
Tra i diversi metodi per curarsi Archivio Salute propone le Medicine non Convenzionali.
(L'Omeopatia, la Medicina Tradizionale Cinese ed anche in parte l'Erboristeria) per vari motivi:
– Queste medicine hanno le loro radici nella tradizione dell'uomo, costituiscono un patrimonio dell'umanità selezionato sedimentato ed accumulato nel tempo.
– Le teorie che sono alla base dell'Omeopatia e della Medicina Tradizionale Cinese si fondano sull'esperienza pratica, esperienza che appartiene alla realtà di generazioni.
– Sono medicine facilmente verificabili.
– Queste medicine pur nelle loro specifiche diversità, hanno in comune l'attenzione all'uomo come un tutto unico, complesso e completo.
– In queste medicine è l'individuo l'oggetto della loro attenzione perché unico, nel senso che unica e personale è la risposta all'agente patogeno esterno e completo nel senso che ha in sé le risorse per potersi difendere o riequilibrare.
– Le Medicine non Convenzionali rispettano l'uomo ed è evidente anche dal fatto che esse sono prive di effetti collaterali o controindicazioni.
– Queste medicine richiedono inoltre il coinvolgimento diretto del malato che deve collaborare con il medico sia nella fase diagnostica che in quella terapeutica. Il malato è quindi indispensabile al medico per decidere la terapia, non può esservi estraneità del sog­getto malato alla propria cura. Per la medicina moderna elementi indispensabili alla cura sono le analisi diagnostiche (Rx, analisi del sangue, TAC, RMC, ECG. EEG, ecografie ecc.) che richiedono il solo coinvolgimento passivo del paziente, mentre per le Medicine non Convenzionali è indispensabile il coinvolgimento attivo della persona che deve essa stessa condurre il medico alla giusta terapia.
In sostanza quindi proponiamo un corso che abbia una impostazione collettiva dove non si finisca col dare la delega della conoscenza a qualcuno, vorremmo che ciascuno acquisisse attraverso uno sforzo collettivo elementi che permettano di interpretare meglio la realtà.
Senza presunzione riteniamo che gli strumenti tecnici siano validi solo se vengono confrontati collettivamente, non va privilegiato sempre e comunque l'aspetto individuale.
La crescita delle capacità di ciascuno deve avvenire nel confronto reciproco sulla base dell'interesse comune.
Certamente gli aspetti emersi da queste riflessioni richiedono un lavoro di approfondimento e di confronto che non può essere risolto in questa sintetica presentazione. La proposta di Archivio Salute, lo ribadiamo, non può e non vuole fornire risposte precostituite, d'altra parte sarebbe un atto di presunzione ritenere che un corso possa affrontare in modo esauriente anche una sola delle problematiche esposte. Nello stesso tempo pensiamo però che il corso, se vissuto da protagonisti, può rappresentare l'inizio, l'innesco di un processo che porti ad acquisire un diverso modo di leggere ed interpretare una realtà nella quale siamo immersi e che non può essere minimamente modificata se si pensa di affrontarla come sin­golo individuo piuttosto che come partecipe di una collettività.
Giorgio D'Acunzo

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