Esperienze di agopuntura nell’ospedale di Anzio

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 6 Aprile 1995

Esperienze di agopuntura nell'ospedale di Anzio

Il Dott. Gianni Martelli, Aiuto Divisione Ortopedica e Trauma­tologica, ha riportato i sorprendenti risultati ottenuti con l'agopuntura in patologie quali l'ernia del disco, l'artrosi del ginocchio e dell'anca, la cervicalgia e cervicobrachialgia, la periartrite della spalla e altre malattie di natura osteo-articolare.
Relatore: dott. G. Martelli,
Aiuto Divisione Ortopedica e Traumatologica
dell'Ospedale di Anzio
Abbiamo iniziato ad applicare l'agopuntura circa 4 anni fa, trattando i pazienti ricoverati presso la nostra Divisione Ortopedica per patologie di natura osteo-articolare, particolarmente sindromi dolorose a localizzazione lombare o con interessamento del nervo sciatico, quadri clinici da noi definiti lombalgia e lombosciatalgia.
Nella maggior parte dei casi, la causa era una compressione del nervo sciatico dovuta a patologia discale (discopatia semplice, protrusione discale, ernia del disco), nei restanti casi quadri artrosici più o meno conclamati. In attesa di ulteriori accertamenti (RX, Tac), soprattutto in quei pazienti che assumevano da vario tempo farmaci anche a dosaggi sostenuti, e non sempre ben tollerati particolarmente a livello gastrico, abbiamo iniziato a ricorrere all'agopuntura con il preciso intento di alleviare per quanto possibile il dolore, cercando di ridurre le dosi dei farmaci antinfiammatori e analgesici.
In una buona percentuale di casi, in accordo anche ad altre rilevazioni casistiche di più ampia portata, abbiamo ottenuto una regressione della sintomatologia dolorosa, per lo meno una marcata riduzione nell'assunzione di farmaci e, in qualche caso, anche in presenza di ernia del disco documen­tata, una completa regressione della sintomatologia algica, riuscendo ad evitare al paziente un sicuro intervento chirurgico di decompressione della radice interessata per attenuare il quadro clinico. Con questo non voglio dire che non si operano più i pazienti affetti da ernia del disco, ma che abbiamo in mano un trattamento in più, alternativo al trattamento tradizionale con farmaci antinfiammatori o chirurgico, nell'uno e nell'altro caso non sempre risolutivo e non certo scevro da rischi.
In qualche caso trattato chirurgicamente ove è comparsa a distanza di pochi giorni dall'intervento una riesacerbazione del dolore, abbiamo fatto ricorso al solo trattamento con agopuntura con buon andamento del recupero post-operatorio.
Pochi i casi che non hanno risposto positivamente al trattamento; buona è stata complessivamente l'accettazione dei pazienti, in qualche caso inizial­mente era presente scetticismo o paura per mancanza di informazione, solo pochi pazienti non hanno accettato la prosecuzione del trattamento dichia­randosi non soddisfatti dei risultati ottenuti per persistenza del quadro clinico, motivo del ricovero; in tutti i casi trattati abbiamo rilevato un aspetto essenzialmente clinico e cioè di come l'agopuntura sembri potenziare l'effetto dei farmaci assunti, sì da poter ottenere una netta riduzione delle dosi di analgesici, fino ad avere nella metà dei casi trattati a "rischio" chirurgico la completa sospensione farmacologica.
Visti i risultati ottenuti, abbiamo esteso il trattamento con agopuntura anche ai pazienti ricoverati per altre patologie (artrosi del ginocchio e dell'anca in fase algica, cervicalgia e cervicobrachialgia, periartrite di spalla) con ottimi risultati.
A questo punto ci siamo chiesti, visti i buoni risultati ottenuti, se non fosse stato opportuno trattare questi pazienti, una volta completati gli accertamenti e posta la diagnosi e stabilito di eseguire un trattamento con agopuntura, anziché in regime di ricovero, nel nostro Day Hospital con conseguente e non trascurabile risparmio sulla degenza ospedaliera e recupero posti letto. Così, a partire dal mese di aprile di quest'anno, abbiamo iniziato i trattamenti con agopuntura in regime di Day Hospital, dapprima sui pazienti dimessi, come proseguimento della cura, successivamente su pazienti che accedevano dall'ambulatorio ortopedico o che comunque venivano inviati dallo specialista ortopedico, posta la diagnosi del caso e l'opportunità di un trattamento con agopuntura. A tutt'oggi ne abbiamo trattati 50; ottima la percentuale di guarigione o certamente di marcato miglioramento. Le patologie trattate sono state soprattutto la lombalgia e la lombosciatalgia, cervicalgia e cervicobrachialgia, periartrite di spalla, tunnel carpale, coxalgia.
In qualche caso, seguendo degli schemi terapeutici adottati dai colleghi del Centro Paracelso, che ringrazio per la collaborazione, abbiamo consiglia­to dei farmaci di natura omeopatica.
Abbiamo rilevato come il trattamento con agopuntura in regime di Day Hospital sia stato ben accettato dai pazienti dimessi dal reparto, che potendo continuare le cure sotto controllo ortopedico, hanno potuto parimenti seguire l'andamento familiare. Solo in qualche caso, il precoce ritorno alle proprie occupazioni, ha determinato una riesacerbazione del quadro algico, che ha richiesto un prolungamento del trattamento.
Al momento, siamo stati sollecitati dalla Direzione Sanitaria del nostro Ospedale a istituire un ambulatorio per il trattamento con agopuntura delle patologie di esclusiva pertinenza ortopedica, sì da poter meglio regolamen­tare l'afflusso dei pazienti, offrendo un servizio aperto al territorio, previo screening da parte dello specialista ortopedico, ai fini di una valutazione diagnostica sulla priorità e durata del trattamento. Sarà nostra cura fornire ai medici di base le ulteriori informazioni circa le modalità di accesso dei pazienti a questo ambulatorio.
Ringrazio ancora l'Associazione Archivio Salute, e l'Istituto Paracelso per averci invitato a raccontare la nostra esperienza nell'ambito dell'Ospe­dale di Anzio, ai quali speriamo di aver apportato un contributo importante per una ulteriore documentazione circa l'efficacia del trattamento con agopuntura delle patologie ortopediche e sulle reali possibilità dell'inseri­mento di tale metodica nell'ambito delle strutture pubbliche.
 

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