Cronaca di una escursione erboristica

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N. 2 Settembre 1992
 
Cronaca di una escursione erboristica
Dopo un rinvio dovuto al maltempo si decide di fare l'escursione in piena estate. Ma Giove pluvio è in agguato e si scatena, mette alla prova la determinazione dei soci e ne esce sconfitto. Da questa giornata nasce una proposta sull'erboristeria.
Domenica 5 Luglio 1992, l'appuntamento per il gruppo di Nettuno è alle ore 7.30 in Piazza Mazzini.
Alle 6.00 un forte tuono mi sveglia, piove a dirotto.
Ore 7.00 Giorgio chiama da Nettuno "qui c'è il diluvio, cosa facciamo?" "raggiungete comunque il gruppo di Roma poi ci risentiamo".
A Nettuno l'autista del pullman è convinto che non si partirà e già sogna di tornarsene a casa, ci pensa Giorgio a risvegliarlo con il suo grido "tutti a Tolfa!"
I mezzi logistici con tavoli sedie e vettovaglie rimangono in attesa di comunicazioni.
Sono le 8.30, ha smesso di piovere ma non ci sono segni di schiarite.
II gruppo di Nettuno si incontra con i soci di Roma, si cerca di prendere tempo e si propone una visita al museo delle Arti e Tradizioni Popolari, la folla rumoreggia, serpeggia il malcontento, si grida "a Tolfa! a Tolfa!", il cielo è sempre cupo.
Ore 10.30, ultimo contatto telefonico, il gruppo logistico con le vettovaglie riceve l'ordine di partire per Tolfa, l'appuntamento è in piazza.
Ore 11.30, ci troviamo tutti a Tolfa, cielo nuvoloso, tira vento, i prati sono zuppi d'acqua, e il nostro pranzo all'aperto?
Inizia l'escursione erboristica, si riconoscono e si discute di erbe trovate lungo i bordi delle strade di campagna, del loro uso popolare, delle loro virtù terapeutiche. L'assenzio, l'artemisia, la piantaggine, la melissa, l'angelica, la malva, l'iperico, la parietaria, la valeriana e tante altre. Piante che forse sono anche a pochi passi dalle nostre case in città, nel poco verde ancora sopravvissuto, ma che non conosciamo o non abbiamo il tempo di cercare e riconoscere. Si parla dell'erboristeria, ma anche dell'alchimia, dell'omeopatia e della medicina popolare.
Intanto la possente organizzazione risolve il problema del pranzo, riusciamo ad avere l'uso di alcuni locali di un ex convento ora sede del Gruppo Archeologico Romano.
Si preparano i tavoli, alle 14.00 siamo a tavola.
Olive, prosciutto e melone, arrosti vari, pomodori, porchetta, frutta, vino, crostate, ci sono anche sette cocomeri ma qualcuno ha dimenticato di tagliarli.
Nel pomeriggio si prosegue come da programma, con una dimostra­zione del Taijiquan e Taijijian (Taiji con la spada), esercizi tradizionali cinesi che hanno una sequenza di movimenti fluidi e armoniosi, e una presentazione che illustra l'importanza di queste tecniche per prevenire le malattie e allungare la vita, la diversa funzione del movimento rispetto alle ginnastiche occidentali, la loro capacità di riequilibrare l'intero corpo e potenziare le difese naturali.
Si conclude così una giornata che sembrava compromessa ma che insieme abbiamo reso piacevole. Sicuramente siamo rimasti colpiti dalla determinazione di tutti a voler partecipare nonostante tutto, con un tempo così, quando sarebbe stato più semplice annullare tutto e rimanersene a casa.
Ma la nota più positiva è rappresentata dal fatto che il successo dell'iniziativa e l'interesse dei partecipanti ha spinto il Consiglio Direttivo ad approfondire la possibilità di organizzare un corso di erboristeria all'interno del quale prevedere altre escursioni.
Sarà cura del Consiglio Direttivo informare soci e simpatizzanti sull'iniziativa non appena definiti gli aspetti organizzativi.
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