Nuovo metodo cinese per trattare la vascolite

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N.9 SETTEMBRE 1998
 
Medicine dal Mondo
Alcuni medici cinesi hanno messo a punto un nuovo metodo molto efficace per trattare la vascolite, una patologia del sistema cardiovascolare che rende disabili e arriva a provocare la morte.
La vascolite, il cui termine scientifico è tromboangitis obliterans o morbo di Buerger, è provocata dall'infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni dovuta alla formazione di coaguli. Essi riducono l'apporto di sangue alle dita dei piedi, provocando l'ulcerazione delle zone colpite. Nei casi gravi insorge la cancrena e con il progredire della malattia vengono attaccati i piedi e anche le gambe, provocando dolori molto forti. È una malattia che è stata per molto tempo considerata molto difficile da trattare e che ha costretto moltissimi malati a dover accettare l'amputazione degli arti colpiti. In alcuni casi la vascolite può anche provocare la morte.
Dopo molti anni di studio, Zhang Xinghui, un medico dell'ospedale per la vascolite della provincia dello Shandong, è riuscito a sviluppare un approccio terapeutico efficace combinando la medicina cinese e quella occidentale.
La maggior parte dei pazienti trattati con questa nuova terapia sono guariti in breve tempo ed hanno evitato l'intervento drastico dell'am­putazione. Su 200 pazienti trattati con il metodo del Dott. Zhang, 186 sono completamente guariti e 14 hanno comunque mostrato segni di miglioramento. Su 83 pazienti al primo e secondo stadio della malattia, la guarigione è stata del 100%. Di 34 pazienti, la cui patologia aveva raggiunto il terzo stadio e soffrivano di necrosi (presenza di tessuti morti), 22 sono guariti completamente e 12 hanno mostrato segni di miglioramento. Non sono stati rilevati effetti collaterali di nessun tipo.
Sintetizzando l'esperienza tratta da antichi testi di medicina tradizionale cinese e le conoscenze tratte dal lavoro del fisiologo russo Ivan Pavlov, il Dott. Zhang ha lavorato su un nuovo metodo di affrontare la vascolite regolando il sistema neurovegetativo che controlla le funzioni organiche, che sono più o meno automatiche, come l'espansione e la contrazione dei vasi sanguigni.
Operando in questo modo, egli intendeva facilitare la circolazione e ridurre la viscosità del sangue. Contemporaneamente provvedeva a rimuovere i tessuti necrotizzati in modo che la carne ulcerata potesse guarire. Il nuovo metodo terapeutico comprende tre elementi: l'induzione di ioni ai punti di agopuntura, l'ingestione di pillole che stimolano le pulsazioni e l'applicazione del liquido N. 1 per le ulcere, un farmaco cinese ad uso esterno.
Diversi dei pazienti curati sono stati intervistati, come ad esempio Xu Qingxian, un agricoltore dello Shandong che cominciò a soffrire di vascolite nel Febbraio 1963. Tre anni dopo (le dita del piede sinistro avevano cominciato a ulcerarsi), subì pressioni per farsi amputare la gamba ma non accettò. Nel 1966 cominciò a seguire il nuovo trattamen­to che nell'arco di un anno riuscì a guarirlo. Non ha più avuto ricadute.
Un operaio sempre dello Shandong si ammalò nel 1969. Aveva 6 dita dei piedi ulcerate e subì quattro operazioni alle gambe. Anche dopo l'amputazione, presentava un'ulcera ampia 30×25 centimetri sulla gamba destra. Nel gennaio 1985 sviluppò una febbre molto alta e fu rilevato un avvelenamento del sangue. Come ultima spiaggia arrivò all'ospedale del Dott. Zhang, dove in due anni e mezzo ottenne la guarigione. È riuscito a condurre nuovamente una vita normale, si è sposato e ha avuto una figlia.
Fu Pengzhi, un lavoratore della Mongolia, soffriva di vascolite dal 1974 e la malattia arrivò allo stato necrotico. Nel febbraio 1988, dopo aver rifiutato l'amputazione, cominciò a curarsi con il nuovo metodo. E ora in grado di salire tre piani di scale e fa progetti per la sua vita futura.
(Fonte: Beijing Review)

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