La dieta aiuta a curare le malattie più comuni (1)

QUADERNI DI ARCHIVIO SALUTE – N.4 APRILE 1994

 

Informazioni di   salute   e   igiene
 
Da questo numero intendiamo iniziare la pubblicazione di informazioni e consigli su quelle abitudini di vita che possono aiutare la nostra salute.
Nel generale panorama dei mass-media stracolmi di ogni genere di consigli, Archivio Salute intende dare spazio soltanto a informazioni serie, dietro le quali ci siano esperienze attendibili e adeguate verifiche.

Il trattamento delle malattie secondo la differenziazione della loro sindro­me è uno degli aspetti caratteristici e fondamentali della Medicina Tradi­zionale Cinese. Esso richiede di considerare tutti i fattori coinvolti nei sin­goli casi, cioè i sintomi, le cause, lo stadio di progresso, la storia clinica del paziente, oltre alle condizioni climatiche e geografiche ecc. Perciò la prescrizione della terapia appropriata non può essere meccanica né dog­matica ma deve essere necessariamente flessibile e adattata al caso trattato per raggiungere risultati migliori. Anche la dietoterapia deve avere queste caratteristiche: questo modo di operare si chiama appunto somministrazio­ne di alimenti terapeutici a seconda della sindrome differenziata.
La costituzione fisica varia in ogni individuo così come le sue apparenze esteriori. Parallelamente ognuno ha le sue preferenze e reazioni nei riguardi degli alimenti. Per esempio ad alcuni piace il forte sapore del formaggio, mentre altri lo rifiutano; il latte è una bevanda quotidiana per tanti mentre causa la diarrea ad alcuni; il cetriolo è un cibo comune per molti, che però procura dolori addominali, diarrea, vomito e persino febbre ad altri; la carne piace a tutti, eppure per qualcuno è causa di vomito e nausea, ecc.
La costituzione di un individuo può essere classificata come in deficit o in eccesso di energia vitale (debole o forte), "fredda" o "calda" (secondo la terminologia della medicina cinese, per costituzione fredda si intende un organismo caratterizzato da uno squilibrio che comporta un abbassamento di svariate funzioni vitali; per costituzione calda si intende al contrario, uno squilibrio caratterizzato da eccesso funzionale).
In generale ogni persona di costituzione debole deve essere sostenuta da un'alimentazione nutriente che non è richiesta da quelli con costituzione forte. Ma, stranamente, molti individui deboli non sopportano cibi ricosti­tuenti perché causano loro malessere e devono cibarsi solo di quelli nor­mali e comuni. Per chi ha una costituzione "calda", si devono evitare cibi caldi e secchi, come fritture in poco o tanto olio, arrosti, ecc. Una persona grassa, il cui organismo è considerato tradizionalmente ricco di secrezioni umorali, deve mangiare perciò alimenti leggeri e facili da digerire, mentre una persona magra deve avere un'alimentazione ricca e liquida. In breve la dietoterapia deve essere regolata secondo i bisogni della costituzione indi­viduale e mai applicata indiscriminatamente.
I cambiamenti stagionali costituiscono un altro fattore da considerare nell'applicazione della dietoterapia. I cibi medicinali devono variare a se­conda delle stagioni. Ad esempio durante i mesi caldi dell'estate non è ap­propriata una dieta di natura calda e secca, oleosa e grassa, mentre è pre­feribile un'alimentazione rinfrescante, leggera e appetitosa. Nella stagione invernale invece si possono raccomandare anche cibi riscaldanti e ricosti­tuenti. Secondo l'opinione tradizionale, anche i cibi di uno stesso giorno devono variare a seconda dell'ora. É consigliabile prendere cibi leggeri e facilmente digeribili al mattino, alimenti nutrienti e anche grassi per pran­zo e per la cena, infine, meglio se un po' anticipata, sono altamente scon­sigliati cibi oleosi e pesanti; non si deve prendere nulla subito prima di an­dare a letto.
Anche le condizioni geografiche sono fattori che influiscono sulla dieta. Mentre al nord sono predominanti le basse temperature, al sud il clima è molto più caldo, quindi agli abitanti del nord sono permessi cibi grassi e nutrienti di natura calda e secca, mentre per quelli del sud sono preferibili alimenti rinfrescanti e leggeri. Inoltre le popolazioni delle varie parti del paese hanno diverse abitudini e gusti gastronomici. Prima di prescrivere la dieta si devono fare ricerche apposite per evitare incompatibilità e inconvenienti nei confronti sia dell'organismo dell'individuo che delle abitudini locali.
L'alimentazione quotidiana è richiesta per provvedere all'energia necessaria alle funzioni fisiologiche e per il recupero delle forze che queste consumano. La sua funzione nutritiva è quindi la sua componente essenziale. Durante il corso di una malattia, il fisico richiede un'ulteriore quantità di nutrimento energetico per controbattere gli elementi patogeni e per recuperare le sue funzioni normali. I centri nervosi interessati però sono inibiti e le funzioni digestive ridotte di molto, facendo cosi rifiutare l'alimentazione extra richiesta per migliorare la resistenza fisica. L'obiettivo principale della dietetica è di cercare di risolvere questa contraddizione, non solo provvedendo al trattamento medico, ma stimolando anche l'appetito del paziente in modo che possa assimilare l'alimentazione necessaria a recuperare la salute.
Naturalmente la dietetica cinese non è solo interessata alla semplice terapia; una delle sue caratteristiche è l'interesse per la prevenzione delle malattie. Nel Classico di Medicina Interna dell'Imperatore Giallo si considera un "medico eccellente" chi cura la malattia prima della sua manifestazione. Curarla dopo che si è sviluppata e manifestata è come "incominciare a scavare il pozzo solo quando si ha sete" o "forgiare le armi subito prima della battaglia". L'aspetto positivo della dietetica cinese sta appunto qui, cioè non solo nella cura, ma anche nella prevenzione della malattia.
Secondo la concezione tradizionale, la dietetica deve essere applicata anche nei vari stadi della malattia per rinforzare la resistenza fisica con un'alimentazione più confacente. Quando malattie acute e febbrili sono in fase ascendente o all'apice, si devono evitare cibi grassi e oleosi per non peggiorare lo stato patologico. Si deve perciò fare attenzione alla fase in cui la malattia si trova, ovvero che sia allo stadio iniziale, all'apice o alla fine per poter determinare la dieta appropriata.
In generale, la dietetica è applicata soprattutto nei casi di malattia cronica quando il paziente, dato il prolungato logoramento, è in stato di deficienza energetica. La medicina tradizionale sottolinea la necessità di "nutrire l'energia vitale e di eliminare gli elementi nocivi": in questo senso, si deve perciò compensare e nutrire l'energia negativa e positiva yin-yang in modo che si armonizzino. Questa istanza è particolarmente importante per gli anziani che hanno il fisico indebolito e le funzioni deteriorate e per le partorienti che, a causa delle speciali funzioni fisiologiche, sono carenti sia di sangue che di energia.
Se una malattia è nella fase acuta, tradizionalmente la si considera nello stadio di "eccesso nocivo": non si deve perciò ricorrere alla terapia compensativa se non dopo aver eliminato gli elementi patogeni.
Durante la ripresa della malattia acuta si devono somministrare leggere e gustose minestre o semolini di riso ed evitare cibi grassi e molto nutrienti: questo è un principio importante della terapia a seconda della sindrome.

Caratteristica della dietetica cinese è dunque basare le diverse terapie sulla differenziazione della natura e dei sintomi delle malattie: cioè il trattamento viene selezionato in relazione alla specifica caratteristica della malattia: se da deficit o da eccesso, se da caldo o da freddo, se superficiale o acuta. La dietoterapia rispetta anch'essa tali criteri. Sono presentati qui di seguito gli alimenti terapeutici per alcune delle malattie più comuni.

Raffreddore

La Medicina Tradizionale Cinese divide il raffreddore in due tipologie, il raffreddore da vento freddo e quello da vento caldo, che seguono dietote­rapie diverse .
– Raffreddore da vento freddo: i suoi sintomi sono febbre, brividi, mancan­za di sudorazione, mal di testa, spossatezza generale, ostruzione nasale, scolo nasale, lingua con patina bianca, polso leggermente accelerato. Prescrizioni.
a.         Decotto di zenzero con zucchero: lavare e spezzettare 25g di zenzero fresco, metterlo in una tazza, versarvi acqua bollente e coprirla per 5-10 min., aggiungere poi la stessa quantità di zucchero grezzo. Bere il decotto caldo e poi coricarsi coprendosi bene per favorire abbondante sudorazione.
b.         Minestra di zenzero e porro: tagliuzzare 25g di zenzero e 25g di porro; bollire una scodella di tagliatelle di farina di frumento o di vermi­celli di piselli verdi o di spaghetti di riso e aggiungervi del sale; versarvi il porro e lo zenzero mescolandoli bene. Consumare e poi coricarsi copren­dosi bene per un'abbondante sudorazione.
 
– Raffreddore da vento caldo: i suoi sintomi sono febbre relativamente alta senza brividi di freddo, leggera sudorazione, gola secca e occhi rossi, mal di testa e di gola, lingua con patina giallastra, polso accelerato. Prescrizioni:
a.         Tisana di gelso, di crisantemo e di menta: preparare 5g di foglie di gelso, 5g di crisantemo, 30g di foglie di bambù amaro, 30g di rizoma di imperata, 3g di menta; mescolare tutti gli ingredienti in una tazza e ver­sarvi acqua bollente tenendola coperta per 10 min. Bere la tisana.

b.         Caramelle di menta: bollire 500g di zucchero da canna in una considerevole quantità d'acqua a fuoco lento fino a farlo diventare vi­schioso; aggiungere poi 5 ml di polvere o di olio di menta lentamente e mescolando continuamente con un bastoncino finché non si formino dei filamenti; versare il tutto in un vaso più largo, lubrificato con un leggero strato d'olio e poi raffreddarlo; tagliarlo a pezzettini e mangiarne qualcuno ogni giorno contro raffreddori leggeri.

Influenza

I sintomi compaiono repentinamente e consistono in mal di testa, forte indolenzimento generale, congestione degli occhi e della gola, tosse, febbre molto alta comparativamente al raffreddore comune, facilmente epidemica. Prescrizioni:
a.         Tagliare 250g di rapa e immergere in aceto per diverse ore; consumare poi accompagnando con semolino caldo di riso.
b.         Preparare l0g di soia e 30g di coriandolo; bollire i fagioli di soia in acqua per 15-20 min. senza farli spappolare, aggiungere poi il co­riandolo e continuare la bollitura per altri 10 min. Consumare tutto una volta al giorno.

c. Mescolare in una tazza 3g di foglie tenere di menta e 3g di ra­dici di liquirizia, versarvi acqua bollente e coprire per 15 min. Consumare la bevanda calda 2-3 volte al giorno.

Bronchite

Non si tratta qui della bronchite acuta derivata da raffreddore comune ma di quella cronica che è il risultato di una lunga irritazione e infiammazione dei bronchi, i cui sintomi sono la tosse, il catarro, ma generalmente senza febbre né mal di testa.
Prescrizioni:
a.         spezzettare 200g di pera, mescolarli con una certa quantità di cristalli di zucchero in una tazza e poi cuocerli insieme al vapore per mez­z'ora. Consumare il tutto 1-2 volte al giorno per 1-2 settimane.
b.         Budino di giglio: bollire 30g di giglio secco (60g di giglio fre­sco) per 15 min., aggiungervi l00g di riso e cuocere a fuoco lento finché diventa vischioso; aggiungere infine una certa quantità di cristalli di zuc­chero e bollire ancora un po'. Lubrifica i polmoni, ferma la tosse ed è otti­male per la bronchite cronica ma non per il raffreddore e la bronchiteacuta.

c. Mandorle candite: friggere senza olio dapprima 250g di man­dorle dolci dell'osso di albicocca e poi bollirle in acqua per un'ora, aggiun­gervi 250g di noci; quando l'acqua è evaporata, versarvi 500g di miele e mescolare continuamente fino a ebollizione. È efficace per la debolezza generale fisica e per la tosse causata da bronchite caratterizzata da lunga tosse e da colpi asmatici.

Dissenteria

Di solito all'inizio della dissenteria acuta si ricorre ai farmaci, la dietote­rapia da sola non basta, ma può essere sufficiente per quella di tipo croni­co. Prescrizioni:
a.         Tè verde con miele: versare acqua bollente su 15g di tè verde, coprirlo per 10 min. e poi aggiungere del miele; berlo caldo 3-4 volte al giorno.
b.         Aglio: masticare 10-15g di aglio fresco, intero o a pezzetti. In caso di irritazione alla cavità orale o dello stomaco, lo si può prendere con altri cibi. Un capo d'aglio al giorno è sufficiente. Se fosse tagliuzzato, vi si può versare sopra brodo caldo di 30-60g porcellana (portulaca) con l'ag­giunta eventuale di zucchero e consumarlo 1-2 volte al giorno per 15 giorni. Iniziare il secondo ciclo dopo un intervallo di una settimana.
c. Decotto di albicocche: preparare un concentrato con 5-6 albi­cocche e berlo preferibilmente prima dei pasti. Può essere preparato anche come budino bollendone 5 kg a fuoco lento fino a ridurle in poltiglia; to­gliere i noccioli e filtrare; bollire nuovamente fino a condensazione. Prepa­rare il materiale ottenuto a forma di palline, prenderne 3-5 per volta.
d.         Buccia di melagrana: assicura buoni risultati contro la diarrea cronica e la dissenteria. Bollire 20g di buccia per 30-60 min., aggiungere poi zucchero grezzo. Berne un bicchiere, 2-3 volte al giorno.
e.         Rapa: sbucciare e affettare 500g di rapa, aggiungere zucchero raffinato e aceto di riso a piacimento, mescolare e consumare a volontà durante i pasti.
f. Decotto di cachi secchi e di zucchero grezzo: arrostire 50g di cachi a fuoco lento fino a farli essiccare, macinarli e conservare la polvere in bottiglia. Dose: l0g con zucchero grezzo infusi in acqua calda 2 volte al giorno, anche per un lungo periodo.

g. Brasato di filetto d'anguilla: affettare per lungo 500g di anguilla fresca, friggere con il metodo della frittura saltata, aggiungere poi salsa di soia, aceto, aglio e zucchero; versarvi un po' d'acqua, zenzero macinato e amido finché il tutto diventi pastoso. Servire come pietanza.

Anemia da carenza di ferro

È la più comune delle malattie anemiche. Gli alimenti qui presentati sono efficaci soltanto nel caso di carenza di ferro e non per altre tipologie.
a.         Semolino di giuggiole e di ossi di montone: frantumare 1-2 ossi tibiali di montone e bollirli per 1-2 ore; preparare un semolino con 100-200g di riso e 20-30 giuggiole senza noccioli, aggiungervi poi i frantumi degli ossi e bollire. Consumare in 2-3 giorni, una volta al giorno. Si può continuare per 15-30 giorni.
b.         Semolino di soia e di zucchero: preparare l00g di riso gluti­noso, 20 giuggiole senza noccioli, 30g di soia nera e una certa quantità di zucchero grezzo; bollire riso e soia finché diventano pastosi, aggiungere le giuggiole e, a fine cottura, anche lo zucchero. Può essere consumato ogni giorno per un lungo periodo.
c. Zuppa di spinaci e di fegato di maiale: spezzettare l00g di fega­to di maiale e l00g di spinaci; far bollire dell'acqua e immergervi i pezzet­tini di fegato cosparsi di amido, aggiungere infine gli spinaci e sale. Con­sumare tutto in una sola volta.
d. .Minestra di piselli e giuggiole: preparare 50g di piselli verdi e 50g di giuggiole con zucchero grezzo; bollire bene piselli e giuggiole, ag­giungere poi lo zucchero continuando a far bollire ancora per un po' di tempo. Può essere consumata ogni giorno per 15-30 giorni.

e.Zuppa di funghi orecchietta e giuggiole: lasciare in acqua 30g di funghi mezz'ora; bollirli poi con 30 giuggiole finché non si ammorbidisco­no, aggiungere infine zucchero grezzo. Consumare una volta la giorno per un tempo abbastanza lungo.

Ipertensione

Questa dietoterapia è valida nel caso di ipertensione primaria o idiopatica e non per quella derivata da altre malattie come la nefrite o il feocromocitoma, ecc.
a.         Sedano: fa abbassare la pressione e può essere somministrato in vari modi. Tagliarlo e spremerne il succo a cui si aggiunge zucchero prima di consumarlo. Può essere preparato come decotto, bollendo 60g della sua radice in acqua oppure lo si può cuocere anche saltato con zucchine nere e servirlo come pietanza
b.         Miele: abbassa efficacemente la pressione soprattutto allo sta­dio iniziale dell'ipertensione. Diluirlo in acqua e berlo a volontà.
c. Zuppa di aglio e di piselli verdi: preparare 100g di piselli e tanti spicchi d'aglio quanti sono gli anni della propria età (per chi supera i 50 anni, solo 50 spicchi); mettere gli spicchi pelati e i piselli in una tazza e versarvi 500 ml d'acqua bollente, coprire per 10 min. Si può aggiungere zucchero e consumarla a volontà.
d. Prendere una cistifellea fresca di maiale, pulirla e asciugarla; riempirla poi di piselli verdi e appenderla all'aperto per essiccarla. Estrarre i piselli e mangiarne 6-7 per volta accompagnandoli con acqua calda, due volte al giorno. Possono essere consumati per un lungo periodo.
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